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Posted On 13 marzo 2016 By In Storia e Luoghi, Ultime News And 1326 Views

La storia del paese buttata sul “fero vecio”.

Gli anni passano per tutti, anche per l’affila coltelli in pietra, per l’ erpice (“la grapa par el trator”) e per altri utensili che ormai sono diventati un ingombro nelle nostre case (quelle ovviamente di campagna).
Di fronte alla realtà, alla voglia di fare spazio nelle abitazioni coloniche (nelle strutture risalenti agli anni ’50/60/70) spesso ci si dimentica che si rischia di cancellare l’identità del territorio… Allora non rimangono che foto e ricordi, con la speranza che tutto ciò non venga cancellato.
Di ferro vecchio ce ne sempre meno sulle case!.
In questi ultimi anni, i vecchi arnesi del mestiere stanno lasciando il posto alle nuove attrezzature. A causa del calo della manodopera, la tecnologia ha fatto passi da gigante per cercare di sostituire quante più persone possibili con un macchinario che ci fa sprecare anche meno energie.
Passeggiare oggi in piazza (domenica 13/03/2016) ci porta a pensare alla San Fior di Sotto di un tempo tra lacrimuccie e risate con la convinzione che in pochi vorranno ricordare che cosa eravamo.
Quando sarà finito anche il ferro vecchio, finirà una generazione… e forse tra 50 anni, chi comincerà a leggere questo articolo, si metterà a ridere dicendo “che cazzo me ne frega della grapa par el trator!”.

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Daniele.

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